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Tecnologia


I nostri smartphone al servizio della ricerca

Grazie ad applicazioni come DreamLab, è possibile mettere a disposizione il proprio pc o smartphone per progetti in cui è necessaria una grande potenza computazionale e aiutare così la ricerca contro covid-19 o contro il cancro o magari per individuare segnali extra terrestri.

Contact tracing nel mondo: chi sorveglia i sorveglianti?

Tre giornalisti della MIT Tecnhology Review hanno creato il Covid19 Trace Tracker, un database pubblico che valuta le app di tracciamento in merito a privacy, rispetto dei diritti civili e delle libertà dei cittadini. Immuni, che potrebbe essere indispensabile nella fase 2, sembra essere tra le più virtuose.

Quale etica dell’intelligenza artificiale dopo la pandemia?

Strumenti che permetteranno di controllare e hackerare l’essere umano o tecnologie in grado di aiutare a migliorare la qualità di vita di molti individui e addirittura ridurre il gap tra la fascia sociale ricca e quella povera. Cosa sarà delle tecnologie di intelligenza artificiale, in particolare quelle di surveillance, che sembrano star prendendo sempre più piedi a causa della pandemia?


Come riprenderci il nostro tempo libero da Internet

Ogni giorno trascorriamo circa sei ore, lavoro escluso, con gli occhi incollati a dispositivi elettronici connessi a Internet. Un comportamento simile anche se forse non esattamente paragonabile a una dipendenza. Secondo lo psicologo sociale Adam Alter possiamo tuttavia riappropiarci di questo tempo. E ci spiega anche come.

Network Medicine: la fine della medicina per come la conosciamo

È arrivata l’era della Network Medicine, un approccio rivoluzionario nel modo in cui guardiamo alla malattia e alla medicina in cui si ragiona in termini di gruppi di pazienti che sono accomunati dagli stessi meccanismi patogenetici alla base delle diverse malattie. Le parole di Harald Schmidt, Direttore del Department of pharmacology and personalised medicine della University of Maastricht.


Twitter e medicina, tra diritto alla privacy e conflitti di interesse

Di Twitter John Mandrola, a.k.a. @drjohnm (un account da 34mila follower), elettrofisiologo statunitense, blogger e autore su TheHeart.org – Medscape, ama l’aspetto meritocratico. Tuttavia lui che lo conosce bene, sa che c’è anche un rovescio della medaglia, fatto di rischi per la privacy e conflitti d’interesse non esplicitamente dichiarati.

Riconoscimento facciale con razzismo integrato

Il riconoscimento facciale è una delle tecnologie su cui le grandi aziende del tech stanno investendo di più e i governi di tutto il mondo fremono per implementare le più svariate applicazioni. Questi sistemi, tuttavia, destano molta preoccupazione a causa dei rischi per privacy e cybersecurity, ma anche di problemi di razzismo e discriminazioni di genere.

Smartphone e social media per una fenotipizzazione digitale in medicina

L’uso massiccio che facciamo dei nostri smartphone e la frequentazione compulsiva dei nostri profili social possono essere funzionali alla costruzione di fenotipi digitali o sociali utili a creare un orizzonte comune tra medico e pazienti in cui inquadrare la malattia mentale ma anche fisica per arrivare a cure più efficaci.

L’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale in medicina

Sempre più in medicina le tecnologie basate su algoritmi di intelligenza artificiale stanno trovando applicazione. Uno è lo studio dei metaboliti presenti nel corpo umano allo scopo di mettere a punto nuovi trattamenti per le malattie legate a malfunzionamenti in queste molecole.


Usa, Ue e Cina alla corsa per l’intelligenza artificiale

Cosa determina la forza di uno stato? Oggi tra i criteri presi in considerazione c’è anche il controllo sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Cosa stanno facendo in proposito Usa, Cina e Russia lo hanno raccontato Carola Frediani e Simone Pieranni al Festival internazionale del giornalismo di Perugia.

Medici, essere su Twitter per presidiare tutti gli spazi di conoscenza

I medici dovrebbero avere un profilo Twitter, secondo Davide Bennato, docente di sociologia all’Università di Catania. Per seguire i dibattiti della comunità scientifica a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto per presidiare questo spazio e prevenire la diffusione di informazioni scorrette e comportamenti poco etici.

Car-T, l’immunoterapia del futuro parte da lontano

Tutti parlano di Car-T, al momento la forma più sofisticata possibile di immunoterapia mirata. Non tutti però sanno che la sua storia comincia alla fine degli anni 80. Eccola qui, da allora fino a oggi, in attesa delle indicazioni Aifa per l’Italia

Medici su Twitter, disseminazione della ricerca e confronto sui casi clinici

Twitter cambierà la medicina, soprattutto a un livello di diffusione della ricerca. Ne è convinta Silvia Castelletti, cardiologa presso l’Istituto Auxologico di Milano e membro del social media network dell’European Society of Cardiology (Esc).


Twitter dai congressi e per i congressi

La maggior parte dei congressi scientifici prevede un certo grado di presenza su Twitter, spesso attraverso un hashtag di riferimento o la disseminazione in tempo reale dei risultati presentati nel corso delle sessioni. Lo sa bene Antonio Raviele, cardiologo italiano tra i più attivi e seguiti su Twitter e Presidente di “Venice Arrhythmias”.

Twitter e medicina, l’Italia resiste ma non deve avere timori

Su 330 milioni di utenti/mese attivi, solo poco meno di otto milioni sono italiani. Ha dunque ragione Alberto Tozzi, Chief Innovation Officer dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, quando dice che l’Italia resiste all’uso di Twitter come social, soprattutto per quanto riguarda scienza e medicina?

Twitter, per i medici è anche un’arma contro le fake news

Eugenio Santoro, Responsabile del laboratorio di informatica medica IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è il protagonista nel primo della nostra serie di video alla scoperta di come i medici italiani usano (o dovrebbero usare) Twitter.

Il senso dei cardiologi per Twitter

C’è un gruppo specifico di professionisti della salute particolarmente attivo su Twitter: i cardiologi, soprattutto i cardiologi interventisti che sfruttano il social network per informarsi, rimanere aggiornati su letteratura e casi clinici e per non perdersi quegli eventi dove non riescono ad esserci #IRL – in real life.