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Medici e influencer

La comunicazione sulla salute tra medici superstar e vip testimonial: pericolo e/o strumento prezioso?

Mukbang watching: tutto quello che c’è da sapere

Si tratta di video su piattaforme social in cui una persona mangia mentre interagisce con il proprio pubblico tramite una chat.

La nostra capacità di concentrazione sta diminuendo sempre di più?

Riusciamo a rimanere concentrati su un compito, un task, un’occupazione in media per soli 47 secondi, ormai.


Social Media e Oncologia: pregi (e difetti) di una grande risorsa

Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e persino TikTok sono diventati parte della vita privata e professionale, anche in campo medico-scientifico.

Hater e VIP malati, da dove nasce tanto odio?

Un fenomeno non soltanto sociale, ma anche sanitario, psichiatrico. E dal punto di vista legale…


TikTok per comunicare la salute: funziona davvero?

Da un’indagine emerge che una parte considerevole dei contenuti non è basata su evidenze scientifiche solide.

La verità, vi prego, su Luc Montagnier

Ascesa e caduta di uno scienziato, dal gotha della comunità medica internazionale ai meme sui social.

Smartphone e social media per una fenotipizzazione digitale in medicina

L’uso massiccio che facciamo dei nostri smartphone e la frequentazione compulsiva dei nostri profili social possono essere funzionali alla costruzione di fenotipi digitali o sociali utili a creare un orizzonte comune tra medico e pazienti in cui inquadrare la malattia mentale ma anche fisica per arrivare a cure più efficaci.

Medici, essere su Twitter per presidiare tutti gli spazi di conoscenza

I medici dovrebbero avere un profilo Twitter, secondo Davide Bennato, docente di sociologia all’Università di Catania. Per seguire i dibattiti della comunità scientifica a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto per presidiare questo spazio e prevenire la diffusione di informazioni scorrette e comportamenti poco etici.


Medici su Twitter, disseminazione della ricerca e confronto sui casi clinici

Twitter cambierà la medicina, soprattutto a un livello di diffusione della ricerca. Ne è convinta Silvia Castelletti, cardiologa presso l’Istituto Auxologico di Milano e membro del social media network dell’European Society of Cardiology (Esc).

Twitter dai congressi e per i congressi

La maggior parte dei congressi scientifici prevede un certo grado di presenza su Twitter, spesso attraverso un hashtag di riferimento o la disseminazione in tempo reale dei risultati presentati nel corso delle sessioni. Lo sa bene Antonio Raviele, cardiologo italiano tra i più attivi e seguiti su Twitter e Presidente di “Venice Arrhythmias”.