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Tag: politica estera


Crisi India – Cina, parole caute dopo lo scontro

Dal 15 giugno c’è una nuova crisi geopolitica internazionale a preoccupare gli osservatori. Uno scontro di confine tra Cina e India che ha lasciato sul campo 20 soldati indiani e presumibilmente anche diversi soldati cinesi che mette a rischio l’equilibrio tra i due paesi più popolosi al mondo, entrambi dotati di armi nucleari.


Libano, la crisi da Covid-19 alimenta la Rivoluzione

In Libano la crisi scatenata dalle misure anti-covid si dipana in un contesto già di per sé critico, che aveva indotto i libanesi a scendere in piazza sin da ottobre 2019, in una massiccio sollevamento popolare tuttora in corso: è la “Thawra”, la Rivoluzione.


Il futuro di Hong Kong dopo la pandemia

La partita per il futuro di Hong Kong è di nuovo aperta: il 28 maggio scorso l’Assemblea Nazionale del Popolo ha approvato una risoluzione che porterà all’adozione di una legge sulla sicurezza nazionale: una mossa drastica per restringere le libertà dei cittadini dell’ex protettorato britannico.


Siria, alla sbarra i primi ex-ufficiali del presidente Assad

Il 23 aprile 2020 presso l’Alta corte regionale di Coblenza, in Germania, ha avuto inizio il primo processo penale contro due ex funzionari dei servizi segreti della Siria. Ma il vero obiettivo è un’inchiesta internazionale, con mandati d’arresto per Ali al-Mamluk, capo dell’intelligence militare siriana, e per lo stesso al-Assad.


L’unica speranza per il Brasile, sono i brasiliani stessi

Nelle favelas del Brasile la situazione è disastrosa: tra l’inoperosità dello Stato e l’atteggiamento ostacolante del presidente Bolsonaro verso il lockdown, la diffusione del virus sta amplificando inevitabilmente sia le disuguaglianze sociali che quelle economiche.


“Il virus siete voi”. In Iraq l’emergenza rischia di alimentare le proteste

In questi giorni, in Iraq, un apparato statale fragile e con una sanità priva di mezzi è chiamato ad affrontare l’urto dell’epidemia da nuovo coronavirus. La sfiducia nelle istituzioni è tale che si teme l’emergenza diventi la scusa perfetta per interrompere le proteste.


Coronavirus: il nuovo palcoscenico della campagna presidenziale USA

Anche il Coronavirus e il corso dell’epidemia avranno serie ripercussioni su questa campagna elettorale. Ed è già diventato palcoscenico di confronto, con tutti e tre i principali candidati che hanno rilasciato dichiarazioni in merito. Eccole.


Le elezioni in Iran raccontano un Paese indebolito e diviso

Lo scorso fine settimana in Iran ci sono state le elezioni per il Parlamento. Il potere è rimasto nelle mani della Guida Suprema, ma ne è emerso un Paese debole e diviso, senza una chiara idea della direzione da seguire.


Arundhati Roy e Naomi Klein: la crisi indiana specchio della crisi globale

Arundathi Roy, in un dialogo con la giornalista, scrittrice e attivista canadese Naomi Klein, analizza la realtà del suo paese l’India, non solo nelle sue contraddizioni, complessità e problematiche interne, ma come specchio locale di un fenomeno globale di politica nazionalista e suprematista.


Coronavirus: in Cina è una questione anche politica

La questione del coronavirus in Cina è diventata una questione politica. Per far fronte all’emergenza occorrerebbe un’apertura senza precedenti su quello che sta succedendo e su quello che il governo sa, ma Pechino ha dimostrato più volte di non sapersi scostare dai metodi autoritari e opachi anche quando ciò le gioverebbe.


Le quattro parole di Taiwan contro lo strapotere della Cina

Domenica scorsa in Cina ci sono state le elezioni presidenziali e il partito progressista le ha vinte nettamente con il 57 per cento delle preferenze per la sua candidata Tsai Ing-wen. Ovviamente non stiamo parlando della Repubblica Popolare Cinese, quella con capitale Pechino e un regime comunista, ma della Repubblica di Cina, nota ai più come Taiwan.


Ascesa e caduta di Aung San Suu Kyi

Aung San Suu Kyi è passata nel giro di pochi anni dall’essere un simbolo dei difensori dei diritti umani in tutto il mondo al dover rispondere all’accusa di aver sostenuto, o comunque non impedito, un genocidio.