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Disturbo borderline di personalità: ombre, confusione e pregiudizi


Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima e dell’umore, e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti”. Questa la definizione con cui si apre il capitolo che il DSM-5 (il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) dedica al Disturbo Borderline di Personalità.

Recentemente un articolo del quotidiano inglese The Guardian si è soffermato sulla necessità di riportare un po’ di luce su alcuni disturbi mentali che, a differenza di altri a cui è stata mostrata maggiore attenzione (parliamo di depressione, ansia e attacchi di panico), rimangono avvolti dalla nebbia. Schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo borderline di personalità sono tra questi.

Le persone colpite possono sperimentare alti e bassi vertiginosi, ideazione paranoide, impulsività, pensieri ossessivi, rabbia, crisi d’identità e incapacità di calmarsi. Promiscuità, incoscienza, auto-sabotaggio, abuso di sostanze stupefacenti, relazioni interrotte e vagabondaggio fanno parte del quadro”.

La prima età adulta in cui esordiscono i sintomi (spesso anche con atti di autolesionismo, abuso di sostanze e ideazione suicidaria) e la natura stessa del disturbo (che investe aree importanti della sfera individuale come quella affettiva) rendono difficile ricorrere e prestare aiuto. Amici, parenti, fidanzati sono travolti dal vortice di emotività e drammaticità tipiche delle reazioni del soggetto borderline, si sentono manipolati e arrivano a richiedere l’intervento di psicoterapeuti laddove gli atti di autolesionismo o le minacce di suicidio emergono con maggiore costanza.

Nonostante il consueto binomio nature-nurture (predisposizione genetica e fattori socio-ambientali) sia all’origine del problema, il denominatore comune sembra essere un contesto familiare abusante: secondo un recente studio dell’Università di Manchester le persone con disturbo borderline di personalità avevano una probabilità 13 volte maggiore di aver subito abusi durante l’infanzia rispetto alle persone senza malattie mentali.

Sempre secondo l’articolo del Guardian, alcuni medici ritengono che il numero di persone con questa condizione sia in aumento. Ad esempio, Ajeng Puspitasari, psicologa della Mayo Clinic del Minnesota, afferma di avere in cura più pazienti con disturbo borderline di quanto non accadesse appena due o tre anni fa.

I pazienti spesso assumono farmaci insieme alla terapia, ma i farmaci da soli non possono mai essere la risposta.

Eppure, pregiudizi e scarsa conoscenza del problema possono creare ancora più danni del disturbo stesso. A vent’anni dal grande successo di Ragazze interrotte (il film nato dall’adattamento del diario di Susanna Kaysen scritto nel 1967), del disturbo borderline di personalità non si parla praticamente più. In Skam Italia, addirittura, un episodio maniacale tipico del disturbo bipolare di uno dei protagonisti della seconda stagione (Niccolò) viene attribuito al disturbo borderline di personalità. Occasioni sprecate, queste, per far luce su un disturbo che ha proprio nella fascia di età del pubblico di Skam il suo esordio, e soprattutto se si pensa che parte del suo percorso di cura è proprio l’accettazione del proprio stato, la condivisione del problema con le persone significative della propria vita, e la capacità di accettare con ciò che non può essere cambiato. Insegnare a convivere con il problema è infatti l’approccio della Terapia Comportamentale Dialettica, che negli anni ha mostrato di avere esiti promettenti.

Le persone apprendono nuove tecniche che le aiutano a tollerare l’angoscia, e a sostituire meccanismi di coping catastrofici come autolesionismo, alcol, droghe e rabbia”, spiega il Guardian nell’articolo citato in precedenza. “I pazienti spesso assumono farmaci insieme alla terapia, ma i farmaci da soli non possono mai essere la risposta”, aggiunge Pete McAllister, psichiatra del reparto che al St Andrew’s Healthcare nel Northampton offre la terapia per i disturbo borderline in Inghilterra.

Si guarisce quindi dal DBP? No, si impara a gestirlo.

Il trattamento funziona molto bene, ma è un po’ come andare in palestra”, dice McAllister. “Non è solo iscriverti che ti aiuterà, ma anche fare gli esercizi e farli regolarmente”.