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Depilazione intima maschile: ecco le conseguenze sul sesso


Per molte o molti di voi non sarà una notizia: non ci sono più i maschi pelosi di una volta. A spiegarlo uno “speciale” di Focus che ci informava che due uomini su tre si depilano le zone intime e il 44 per cento (con punte del 54 per cento fra i giovani sotto i 35 anni) rade i peli in altre zone del corpo come il petto, le spalle e le gambe. Nel Regno Unito i dati sono più precisi e sembrano indicare una tendenza ancora più marcata: la popolarità della depilazione del corpo è aumentata in modo vertiginoso tra gli uomini; nel 2018 – anno della ricerca citata – il 46 per cento degli uomini aveva rasato i peli dal proprio corpo, rispetto a poco più di un terzo (36 per cento) di quanti avevano questa abitudine nel 2016. Il 57 per cento dei giovani maschi tra i 16 e i 24 anni dichiarava di aver depilato il pube, rispetto al 40 per cento del 2016. Il 42 per cento dei maschi della stessa età aveva depilato le ascelle, rispetto al 16 per cento del 2016. La depilazione del petto è passata dal 15 per cento del 2016 al 30 per cento del 2018, mentre quella della schiena è passata dal 10 per cento del 2016 al 12 per cento del 2018.

La prima domanda che un lettore di Senti chi parla dovrebbe ormai essere abituato a farsi è: ma per quale ragione si spendono soldi per fare ricerche di questo tipo? Davvero può interessare qualcuno? Le risposte possibili sono due: la prima è che c’è un’industria di discrete dimensioni che trae vantaggio dall’imporsi di questa abitudine, l’industria dei rasoi tradizionali, di quelli elettrici e delle creme depilatorie per uomini (ne esistono di specifiche per le zone intime). La seconda ragione è che un numero non trascurabile di prestazioni sanitarie di tipo dermatologico nei pronto soccorso sono dovute al trattamento delle lesioni causate dall’imperizia di chi si depila le zone vicine ai genitali. “Siamo rimasti francamente sorpresi dalla frequenza con cui le persone si presentavano con lesioni legate alla depilazione”, ha dichiarato al Guardian Benjamin Breyer, urologo statunitense. “Il 3 per cento delle volte che una persona adulta giunge al pronto soccorso con una lesione genitourinaria, è per una lesione da depilazione intima”. Questo può essere dovuto anche al fatto che la maggior parte delle persone si depila da sola; poco meno del 4 per cento ricorre a un professionista, il 9 per cento si fa aiutare dal partner e lo 0,5 per cento da un amico. La rasatura è il metodo più comune e solo una persona su quattro usa una crema o la ceretta al posto del rasoio a mano o elettrico.
Come vediamo, anche la ricerca “accademica” ha cercato di inquadrare meglio il problema e uno studio svolto da clinici e ricercatori della University of California della sede di San Francisco ha mostrato che negli Stati Uniti il 66 per cento dei maschi si è depilato almeno una volta le zone intime. Un’altra ricerca, che aveva l’obiettivo di capire quali problemi sanitari potesse causare la depilazione, ci dice che negli uomini le zone più vulnerabili sono lo scroto (67 per cento), il pene (34 per cento) e meno di frequente il pube (29 per cento). Le percentuali non fanno cento perché alcune persone hanno dichiarato di essersi provocate delle lesioni in più di una parte del corpo. Solo nell’1,4 per cento dei casi, però, era stato necessario rivolgersi al medico. Scegliere di farsi la ceretta invece di usare il rasoio permetteva di limitare la frequenza delle lesioni cutanee. Una delle cose più sorprendenti era che un “maggiore allenamento” alla pratica della depilazione comportava una maggiore probabilità di farsi male, forse per l’imprudenza collegata alla falsa sicurezza.

Venendo alla domanda iniziale – la depilazione intima maschile ha un impatto sul sesso? – il primo dei due studi sopra citati (in cui dei 7.580 intervistati che avevano completato il sondaggio il 74 per cento aveva riferito di essersi tagliato i peli pubici, di cui il 66 per cento uomini e l’84 per cento delle donne) ha dimostrato che la depilazione dei peli pubici è associata positivamente a una storia di malattie sessualmente trasmissibili, comprese quelle di tipo cutaneo e quelle secretorie. Se non bastasse, risultava associato anche alla pediculosi. Per essere più chiari: depilarsi aumenta il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e di avere i pidocchi. La probabilità sembrava aumentare in chi optava per la depilazione più radicale e per chi lo faceva più di frequente. Sempre a beneficio dei nostri lettori più attenti, occorre precisare he i ricercatori avevano “aggiustato” i risultati per rendere ininfluente l’età sui risultati come anche l’accompagnarsi a partner sessuali a rischio nel corso della vita. Ad ogni modo, a questo punto conviene fare una pausa e fermarsi per ragionare sulla plausibilità del rapporto di causa-effetto tra depilazione e rischio di malattia sessualmente trasmessa. Perché salta agli occhi come la relazione causale possa anche essere capovolta: è più probabile che – avendo sofferto di una malattia sessualmente trasmessa o di pediculosi – io possa decidere di radermi per prevenire nuovi disturbi. È anche possibile che le persone che si radono i peli pubici abbiano una vita sessuale più intensa rispetto a quelle che non se li tolgono o che siano attratti da comportamenti sessuali più rischiosi. L’attività sessuale settimanale è risultata più comune tra coloro che si sono presi cura dei propri peli pubici rispetto a quelli che non lo hanno fatto. Uno studio di piccole dimensioni – in altre parole con pochi partecipanti – sembrerebbe confermare questa associazione inversa. Però, il nesso di causalità è plausibile perché radersi con rasoi o lamette provoca microtraumi epidermici che possono favorire la penetrazione epiteliale da parte di agenti infettivi batterici o virali.

Ma perché anche gli uomini hanno iniziato a depilarsi? C’è chi considera questa “novità” alla stregua di altre mode tipo l’uso del gel per avere l’effetto di capelli bagnati o portare i pantaloni abbassati sul sedere o abbronzarsi artificialmente: un modo come un altro per ottenere attenzione sessuale. Ma non è una spiegazione sufficiente perché potrebbe davvero essere l’effetto del marketing di prodotti cosmetici o del desiderio di somigliare a modelli proposti dal cinema o dalla televisione. Secondo un altro studio condotto negli Stati Uniti, il motivo principale della “moda” di depilarsi le zone intime è nell’abitudine a praticare sesso orale, attivo e passivo e solo secondariamente lo si fa per motivi igienici. I partecipanti a una ricerca svolta in Belgio giustificavano la scelta di depilarsi con l’intenzione di accontentare la preferenza del proprio partner.

E, dunque, “se scarseggiano i maschi pelosi di una volta” dobbiamo preoccuparci per la salute dei giovani adulti? È una domanda ancora senza risposta. I dermatologi raccomandano prudenza nella decisione di depilarsi per il rischio di provocarsi lesioni (usando il rasoio), per l’eventualità che i prodotti chimici contenuti nelle creme depilatorie causino danni a zone delicate del corpo e perché la depilazione annullerebbe l’azione “ammortizzante” dei peli pubici durante i rapporti sessuali. Le principali cose da fare sono non farsi depilare da un amico o dalla partner, farlo stando in piedi e non sdraiati, e possibilmente ricorrere a un centro estetico professionale.

E, concludendo, sembra proprio sicuro che chi è depilato abbia un’attività sessuale più intensa: ma da qui a dimostrare una relazione di causa-effetto…