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Sinner: capelli rossi e superpoteri?


Perché Jannik Sinner e tanti altri “rossi” sono forti a tennis? L’esplosione del campione altoatesino ha riacceso il dibattito su presunti superpoteri degli sportivi portatori di una variante specifica del gene MC1R responsabile dei capelli rossi (rutilismo). Pur essendo un carattere recessivo, che deve essere ereditato da entrambi i genitori per far sì che la capigliatura risulti rossa, di fatto nella storia del tennis la percentuale dei tennisti rossi di capelli è molto più alta di quell’1-2 per cento che resta l’incidenza tra la popolazione generale di origine caucasica (anche se in Gran Bretagna arriva invece al 6% e in alcune zone dell’Irlanda e della Scozia al 20%). Basti pensare al più grande di tutti, l’australiano Rod Laver, e poi a Don Budge, Andy Murray, Boris Becker, Jim Courier, Mark Woodforde, Andrey Rublev e al nostro Sinner. Laver e Budge sono i soli ad aver completato il Grande Slam, vincendo tutti e quattro i major nell’anno solare, il primo in era open: Sinner è proprio in buona compagnia!

Come si spiega scientificamente questa asimmetria tra tennisti rossi e popolazione generale? Finora, non è stato condotto alcuno studio retrospettivo e di larga scala sulla questione, anche se alcune correlazioni tra rutilismo e caratteristiche fisiche sono ormai evidenti. Il gene MC1R è responsabile del colore della pelle e dei capelli. Quando è inattivato o bloccato, l’organismo inizia a produrre più melanina, responsabile di toni più rossastri, influendo anche sulla presenza di lentiggini. Infatti, queste persone di solito non hanno solo una capigliatura rossa, ma anche pelle molto chiara e occhi azzurri. Purtroppo questo fenotipo è più esposto agli effetti nocivi dei raggi UV. Ciò significa che un’esposizione prolungata alla luce solare può portare a scottature e allo sviluppo di tumori della pelle, tra cui il melanoma è il più grave. Inoltre, e restando alle affezioni negative, soprattutto le donne con capelli rossi sono note per la loro maggiore sensibilità al dolore e per la maggiore incidenza di alcune malattie, oltre ai tumori cutanei, come il morbo di Parkinson e l’endometriosi.

Un lavoro pubblicato a suo tempo su Nature Communications ha analizzato i dati delle sequenze di DNA tumorale di oltre 400 persone affette da cancro. Si è riscontrato in media il 42% in più di mutazioni associate all’esposizione solare nei tumori nelle persone portatrici della variante del gene MC1R. La ricerca ha dimostrato che la variante del gene MC1R non solo aumenta il numero di mutazioni spontanee causate dalla luce solare, ma anche il livello di altre mutazioni tumorali. Il che suggerisce, secondo gli autori, che altri processi biologici, non legati soltanto agli ultravioletti, sono implicati nel modo in cui il cancro si sviluppa nelle persone con varianti del gene MC1R. Sul piano delle evidenze, gli uomini dai capelli rossi hanno meno probabilità di sviluppare un tumore prostatico: una ricerca ha dimostrato che chi ha capelli rossi ha oltre il 50% di probabilità in meno (HR=0.46, 95% CI 0.24–0.89) di sviluppare la malattia rispetto ai non rossi. In ultimo, i rossi sembrano anche più sensibili al dolore, poiché il loro organismo fatica a elaborare gli analgesici, e di solito hanno bisogno di più anestetici.

Restando alle note positive, dato che non possono assorbire abbastanza vitamina D a causa della loro minore concentrazione di melanina, “i rossi” hanno sviluppato la capacità di sintetizzare meglio questo nutriente quando sono esposti a condizioni di luce scarsa, prevenendo così il rachitismo: questo è certo. Che cosa se ne può dedurre (e siamo però sul piano delle congetture)? È stato notato che grazie al loro particolare metabolismo della vitamina D, le persone con rutilismo tendono ad avere arti grandi. Nel tennis, un braccio più lungo, più pesante, magari a causa di un maggiore peso specifico osseo, costituisce un vantaggio, conferendo a chi gioca un maggiore momento di inerzia all’impatto. E un braccio più grande è associato di solito anche a una mano proporzionata. L’effetto è quello di avanzare il baricentro rendendo l’attrezzo più bilanciato verso il manico, più head light: un tennista rosso di capelli potrebbe avere braccio forte e una mano “educata”.

In ogni caso, sarebbe interessante venisse condotto prima o poi uno studio sulle possibili correlazioni tra rutilismo e capacità tennistiche. Nel frattempo possiamo divertirci a speculare, gustandoci intanto i “gesti bianchi” dei campioni dai capelli rossi.