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Medici di famiglia preoccupati per l’accesso online dei pazienti alle proprie cartelle cliniche


La maggior parte dei medici di famiglia teme che l’accesso online dei pazienti alle loro cartelle cliniche aumenti il carico di lavoro e i rischi di controversie legali, mentre una percentuale comunque significativa di loro ritiene che ci sarebbero dei vantaggi per i pazienti. Lo suggeriscono i risultati del più grande studio di questo tipo, pubblicato sulla rivista open access BMJ Open.

Un team internazionale di ricercatori coordinato da Charlotte R. Blease della Uppsala Universitet ha messo a punto un sondaggio sottoposto poi a un vasto numero di medici di medicina generale britannici. Tra i 400 medici di base che hanno risposto al sondaggio, 7 su 10 (70%; 280) concordavano sul fatto che i pazienti grazie a questo strumento avrebbero ricordato meglio il loro piano di cura, mentre 6 su 10 ritenevano che l’accesso avrebbe aiutato i pazienti a sentirsi più padroni delle loro cure (60%; 243). Ma la maggior parte (91%; 364) ritiene che i pazienti si preoccuperebbero di più o che troverebbero le cartelle cliniche più confondenti che utili (85%; 338). E 6 su 10 (60%; 240) ritengono che la maggior parte dei pazienti troverebbe errori significativi nella propria cartella clinica.

L’aumento del carico di lavoro e le potenziali controversie sono state le principali preoccupazioni degli intervistati. La stragrande maggioranza (89%; 357) ritiene che, in conseguenza dell’accesso online dei pazienti alla propria cartella clinica, passerà più tempo a rispondere alle domande dei pazienti al di fuori delle consultazioni e che queste ultime saranno o sono già molto più lunghe (81%; 322). Un altro aspetto preoccupante è che quasi 3 su 4 (72%; 289) hanno dichiarato che saranno o sono già meno sinceri nella loro documentazione come conseguenza del cambiamento. E quasi due terzi (62%; 246) ritengono che i rischi di contenzioso aumenteranno.

“Sottolineiamo che gli studi sulle esperienze dei pazienti in diversi Paesi mettono in dubbio la solidità di questa prospettiva”, scrivono gli autori dello studio. “Tuttavia, sarà importante che gli studi in corso valutino e continuino a valutare le esperienze di accesso sia dei medici di base sia dei pazienti”. Nel Regno Unito il sistema Patient Access consente di accedere al proprio medico di famiglia, alle prescrizioni mediche e alla farmacia, nonché alle cartelle cliniche. Offre inoltre numerose informazioni su molti temi di salute validate dalla comunità medica. “In Inghilterra e altrove l’accesso online dei pazienti alle cartelle cliniche dei loro medici di base è destinato a rimanere”, aggiungono gli autori. “Nei prossimi mesi sarà fondamentale che i medici di base, il personale di assistenza primaria e i pazienti si adattino a questo cambiamento radicale nella pratica”.