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L’ipocondria ti fa male lo sai


Se sei ipocondriaco hai un tasso di mortalità significativamente più elevato rispetto una persona che non lo è e un rischio di mortalità per tutte le cause (naturali e non) più elevato dell’84% rispetto agli individui della popolazione generale. A dirlo sono i risultati di un recente studio osservazionale svedese su 4129 individui con una diagnosi di ipocondria seguiti per più di 20 anni (dal 1997 al 2020). Sembra un paradosso, dal momento che le persone ipocondriache sono comunemente ritenute persone “sane” che si preoccupano eccessivamente per il proprio stato di salute.

Ma vediamo cosa dice lo studio. Caratterizzata dalla preoccupazione costante di avere una o più malattie gravi e progressive, l’ipocondria è classificata come disturbo d’ansia di malattia dal DSM-V (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Gli individui con ipocondria hanno un alto tasso di consultazioni mediche, che in genere portano a una catena di test di laboratorio e indagini diagnostiche spesso non necessarie da un punto di vista medico e controproducenti dal punto di vista psicologico. Teoricamente, questo alto grado di vigilanza dovrebbe portare alla diagnosi precoce e gestione tempestiva di gravi condizioni di salute, riducendo potenzialmente la mortalità, ma allora perché gli ipocondriaci muoiono di più? Si potrebbe pensare allora che gli individui affetti da ipocondria in realtà sperimentano livelli così elevati di ansia per la salute da finire per evitare del tutto il contatto con i servizi medici, rischiando di trascurare malattie potenzialmente gravi, ma questa motivazione contrasta con l’evidenza dallo studio che l’unico rischio di morte che non varia tra persone ipocondriache e persone che non lo sono è proprio quello per neoplasia, e quindi è poco plausibile (se fosse così, sarebbe anche il rischio di morire di tumore ad aumentare).

Cause più plausibili di questo aumentato tasso di mortalità potrebbero essere l’ansia e la depressione, caratteristiche del disturbo, e note per essere associate a una serie di conseguenze negative sul nostro stato di salute, come disturbi cardiovascolari e mortalità prematura. Questa interpretazione trova anche riscontro nel fatto che tra le cause naturali di morte tra i soggetti ipocondriaci dello studio, le più comuni sono state le malattie del sistema circolatorio e le malattie respiratorie. Ma in realtà, come concludono gli autori stessi, il meccanismo causale alla base di questo rischio aumentato di morte resta sconosciuto: è probabile che siano più fattori associati, come lo stress cronico, che porta a una disregolazione della funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, lo stile di vita (ad esempio l’uso di alcol o sostanze), l’infiammazione cronica, e soprattutto il mancato riconoscimento dell’ipocondria come vero e proprio disturbo psichiatrico da trattare: tra le cause di morte non naturale infatti, il rischio di morire per suicidio è di ben 4 volte maggiore rispetto agli individui della popolazione generale.