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L’insonnia potrebbe essere un fattore di rischio per l’ictus


Sebbene sia noto che i pazienti affetti da alcuni disturbi del sonno come le apnee ostruttive abbiano un rischio aumentato di ictus, rimane ancora poco chiaro quale sia l’impatto dell’insonnia sulla probabilità di andare incontro a un evento di questo tipo.

Mentre un’analisi inglese del 2018 aveva negato l’esistenza di un legame tra le due variabili, ad esempio, un’altra pubblicata solo un anno prima aveva riportato un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari. Vanno in questa direzione anche i risultati di un recente studio condotto presso la Virginia Commonwealth University School of Medicine, pubblicato sulla rivista Neurology, i quali hanno messo in evidenza un aumento del rischio di ictus nei pazienti con sintomi associabili a questo disturbo non-ostruttivo del sonno.

La ricerca ha utilizzato i dati raccolti nell’ambito dell’Health and Retirement Study, un’indagine longitudinale condotta tra il 2002 e il 2020 su un campione di oltre ventimila statunitensi di età superiore ai 50 anni, includendo solo quelli che non avevano una storia di ictus. Alla fine del periodo di follow-up, i partecipanti che avevano ottenuto un punteggio tra 1 e 4 e tra 5 e 8 (dove 8 indicava una “sintomatologia grave”) in un questionario di autovalutazione dell’insonnia sono risultati associati a un aumento del rischio di ictus del 16% e del 51%, rispettivamente, rispetto a coloro che non presentavano sintomi.

“Abbiamo visto che anche nei soggetti che soffrono di insonnia senza essere ipertesi o diabetici il rischio di ictus risulta aumentato”, ha sottolineato Wendemi Sawadogo, primo firmatario dell’articolo pubblicato su Neurology, in un’intervista rilasciata a NeuroInfo. “L’insonnia sembra essere una variabile indipendente del rischio di ictus”.