×

Le convinzioni sulle droghe o sui farmaci sono potenti come le droghe o i farmaci


Le convinzioni di una persona riguardo ai farmaci o alle sostanze che assume possono influenzare la sua attività cerebrale e le sue risposte comportamentali in modo paragonabile agli effetti dose-dipendenti dei farmaci o delle droghe che vengono assunti. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Mental Health”.

Le implicazioni dello studio, che si è concentrato direttamente sulle credenze relative alla nicotina, sono profonde. Sul piano generale, vanno dal chiarire come i meccanismi neurali alla base delle convinzioni possano svolgere un ruolo chiave nella dipendenza a come ottimizzare trattamenti farmacologici e non farmacologici facendo leva sul potere delle convinzioni umane. Sul piano particolare, aprono nuove prospettive nel trattamento della dipendenza dal fumo di tabacco.

“Le convinzioni possono avere una potente influenza sul nostro comportamento, ma i loro effetti sono considerati imprecisi e raramente esaminati con metodi di neuroscienza quantitativa”, afferma Xiaosi Gu, professore associato di psichiatria e neuroscienze presso la Icahn School of Medicine del Mount Sinai Hospital di New York. “Abbiamo cercato di capire se le credenze umane possono modulare le attività cerebrali in modo dose-dipendente, come fanno i farmaci, e abbiamo trovato un alto livello di precisione nel modo in cui le convinzioni possono influenzare il cervello umano. Questa scoperta potrebbe essere cruciale per far progredire le nostre conoscenze in questo ambito”.

Per esplorare questa dinamica, i ricercatori del Mount Sinai Hospital hanno istruito i partecipanti allo studio dipendenti dalla nicotina a credere che una sigaretta elettronica che stavano per utilizzare contenesse nicotina a bassa, media o alta gradazione, mentre in realtà il livello rimaneva costante in tutti e tre i bracci dello studio. I partecipanti sono stati poi sottoposti a neuroimaging funzionale (fMRI) mentre eseguivano un compito decisionale noto per coinvolgere i circuiti neurali attivati dalla nicotina. Gli scienziati hanno scoperto che il talamo mostrava una risposta dose-dipendente alle convinzioni dei soggetti sulla potenza della nicotina, fornendo prove convincenti a sostegno della relazione tra convinzioni soggettive e substrati biologici nel cervello umano. In precedenza si pensava che questo effetto si applicasse solo agli agenti farmacologici. Un simile effetto dose-dipendente delle convinzioni è stato riscontrato anche nella connettività funzionale tra il talamo e la corteccia prefrontale ventromediale, una regione cerebrale considerata importante per il processo decisionale e gli stati di convinzione.

“Le convinzioni soggettive potrebbero essere un bersaglio diretto per il trattamento dei disturbi da abuso di sostanze”

“I nostri risultati forniscono una spiegazione meccanicistica delle ben note variazioni nelle risposte individuali alle droghe”, osserva Gu – una delle principali ricercatrici al mondo nel campo emergente della psichiatria computazionale – “e suggeriscono che le convinzioni soggettive potrebbero essere un bersaglio diretto per il trattamento dei disturbi da uso di sostanze. Potrebbero anche far progredire la nostra comprensione di come gli interventi cognitivi, come la psicoterapia, funzionino a livello neurobiologico in generale per un’ampia gamma di condizioni psichiatriche oltre alla dipendenza. La scoperta che le convinzioni umane sui farmaci giocano un ruolo così centrale suggerisce che potremmo potenzialmente migliorare le risposte dei pazienti ai trattamenti farmacologici facendo leva su queste convinzioni”.