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Avremmo bisogno di più trasmissioni televisive sulla crisi climatica


Il 27 febbraio è tornato su Rai 3 Petrolio, un programma di inchiesta giornalistica condotto da Duilio Giammaria, che ogni settimana approfondirà un grande tema di attualità, nazionale e internazionale. Questa prima puntata ha toccato un tema nevralgico per tutti noi: si è parlato dell’uso di combustibili fossili, che continuano a rappresentare la principale fonte energetica a livello globale (l’85% del fabbisogno energetico mondiale: il petrolio per il 40%, il carbone per il 26% e il gas naturale e per il 23% ma in forte crescita di consumo), di crisi climatica e di inquinamento atmosferico. Nella trasmissione si è evidenziato come le Big Oil internazionali sapessero del rischio della crisi climatica già cinquanta anni fa, e oggi purtroppo ne viviamo sulla nostra pelle gli effetti, con tantissime morti premature dovute all’inquinamento e 110 miliardi di danni dovuti a eventi climatici catastrofici, dati evidenziati dallo stesso Duilio Giammaria.

I temi e i sottotemi dell’inchiesta di Petrolio sono molti, proprio dalle Big Oil al cosiddetto fracking, fino alla ritrattazione di credenze ormai sconfessate e diffuse negli anni Ottanta (lo slogan “Il metano ti dà una mano”, per dirne una), ma il nocciolo è uno, ovvero il rischio ambientale che è diventato ormai una certezza assoluta. Stiamo riscaldando il pianeta molto più di quanto dovremmo e gli effetti sono devastanti ed evidenti. Solo negli ultimi 30 anni in Italia la temperatura media si è alzata di 1,23 gradi °C. Le morti associate alle alte temperature sono 14500 ogni anno e quelle associate a PM2.5, al superamento dei nuovi livelli soglia OMS per proteggere la salute della popolazione, oltre 70000 l’anno in Italia (Fonte E&P 2023). Per questo motivo ritengo sia fondamentale catalizzare il più possibile l’attenzione su questi argomenti, come ha fatto Petrolio, dando più spazio agli approfondimenti che riguardano l’impatto sulla salute, visto che ormai la letteratura epidemiologica ha prodotto una documentazione ineccepibile che riguarda soprattutto i paesi industrializzati per quanto concerne gli effetti sulla salute.

“In seguito a picchi di temperatura – ha affermato Paola Michelozzi, direttrice della Uoc Epidemiologia ambientale, occupazionale e Registro Tumori del DepLazio, ospite della trasmissione – si verificano entro 1-2 giorni picchi di mortalità, in particolare per esacerbazione di tantissime patologie croniche a carico del sistema respiratorio, cardiovascolare, metabolico o anche di malattie neurologiche”. Gli ultimi dati nazionali infatti hanno messo in evidenza proprio questo, ovvero che l’effetto sulla mortalità avviene per moltissime cause, “ma ci sono anche tanti altri effetti – sottolinea ancora la dottoressa Michelozzi – perché dobbiamo considerare il cambiamento climatico come un moltiplicatore di rischi già esistenti. Ad esempio i rischi occupazionali, con infortuni sul lavoro che aumentano per l’innalzamento della temperatura, per una stima di circa 5mila incidenti in più, oppure gli effetti sui bambini in termini di aumento delle patologie respiratorie o di esiti negativi della gravidanza come parti pre-termine. Una parte di questi effetti interessa i paesi in via di sviluppo e in particolare per quel che riguarda le malattie infettive, trasmesse da vettori o da zoonosi”. Anche e soprattutto le zanzare, quindi. E parliamo naturalmente della Dengue, che in alcuni paesi sta diventando un’emergenza sanitaria, ma anche della malaria e non solo.

“Considerando soltanto 4-5 delle patologie associate ai cambiamenti climatici – afferma ancora Paola Michelozzi – la Banca mondiale stima 21 milioni di morti in più nel 2050”. Numeri inquietanti ma che devono far riflettere. Dobbiamo agire e farlo presto. Più che un monito dovrebbe essere ormai un imperativo, perché non possiamo più permetterci di rimandare: la finestra per mitigare gli effetti devastanti del cambiamento climatico si sta restringendo rapidamente. Programmi televisivi come Petrolio hanno un ruolo vitale nel portare all’attenzione del pubblico tematiche cruciali come queste, e attraverso inchieste, narrazioni coinvolgenti e informative possono ispirare e mobilitare anche gli spettatori verso azioni concrete e tangibili nella vita di tutti i giorni. Dalle scelte individuali di consumo alla pressione esercitata sui governi e sulle aziende per adottare politiche e pratiche più sostenibili, ognuno di noi ha un ruolo da svolgere. La crisi climatica è una minaccia che richiede una risposta globale e coordinata, ma agendo insieme e in fretta possiamo sperare di mitigare gli impatti più catastrofici del cambiamento climatico e garantire un futuro sostenibile per le generazioni future.