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Norina Di Blasio

'Web content editor' per Think2.it, dove si occupa di tematiche legate alla salute, provando a capirle e a renderle accessibili. Lettrice accanita di Fumetti che recensisce per la testata online Mangialibri.com. Mamma di Sante e Mia. Compagna di Luca. Vorrebbe andare più spesso in bicicletta di quanto lo riesca a fare .


L’epidemiologia dei farmaci come ‘tracciante’ della condizione sociale

Le disuguaglianze sociali sono alla base delle disuguaglianze di salute, ma senza i dati non possiamo accorgerci dei problemi né attivare i portatori di interesse. “L’Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci” fa un passo avanti importante in questo senso, osservando i dati sul consumo dei farmaci in Italia sotto la lente dell’equità: da un lato le evidenze, dall’altro i propositi di giustizia sociale.

Stigmatizzazione del disturbo mentale: come e perché affrontare stereotipi e pregiudizi?

Pericolosa, differente, inaccettabile, debole: così la società continua ancora oggi a guardare ed etichettare una persona che soffre di una malattia mentale. Lo stigma sociale sembra trovare il suo fondamento nella mancanza di informazione o nella paura e radicarsi nel confine netto che divide lo spazio sociale e culturale tra “noi” e “loro”.

Uomo o donna, che differenza fa? Nella ricerca, tanta

In molti ambiti il campione di riferimento per le ricerche – maschio, caucasico, tra i 18 e 65 anni – non è rappresentativo della popolazione generale: non lo è per età, per etnia, per parametri socioculturali e soprattutto non lo è per sesso e genere. Ignorare questi aspetti significa non considerare una persona su due e ha gravi conseguenze per la salute delle donne.

“Il sesso non è abbastanza”. Genere e salute mentale, tra natura e cultura

Le malattie della mente e del cervello sono caratterizzate da numerose differenze di sesso e di genere. Comprendere e caratterizzare le differenze tra i due sessi è quindi molto importante nel campo della salute mentale. Ma farlo è meno semplice di quello che sembra soprattutto per mancanza di cultura e sensibilità a questi aspetti della ricerca.


“Covid passa, il pianeta resta”, e ne serve uno più sano per i nostri bambini

Nonostante la pandemia di covid-19, non possiamo non pensare al pianeta: è fondamentale riportare l’attenzione sulla crisi ecologica e ripartire da quello che possiamo fare per proteggere l’ambiente, cominciando dalla fase della vita in cui siamo più vulnerabili alle esposizioni a inquinanti ambientali.

Immidem, guardare la demenza attraverso la lente della diversità

Immidem, come immigrati e demenze, è un progetto che nasce per caratterizzare i disturbi cognitivi nella popolazione migrante in Italia, ma è un’opportunità per capire come e quanto di un approccio sensibile alle differenze in generale possiamo beneficiare tutti.

In Italia un bambino su tre nasce povero, e la povertà è discriminazione

La povertà è discriminazione e riduce i diritti fruibili. Lo svantaggio, aggravato dalla crisi sanitaria in atto, riguarda almeno un terzo dei bambini italiani nei primi 1000 giorni di vita. Si deve dunque intervenire per individuare i contesti di maggiore fragilità e strumenti di sostegno alle famiglie dagli incentivi economici alle reti di supporto alla genitorialità.

Nascere poveri ci cambia, modifica i nostri geni e le loro funzioni

Un contesto socio-economico deprivato influenza le traiettorie di sviluppo del cervello, ma ancor prima del nostro cervello, l’ambiente influenza i nostri geni e lo fa in tempo reale, sin dalle primissime fasi della vita. In che modo la povertà può modificare i nostri geni e la loro espressione nei nostri primi mesi di vita?


Scuole e covid-19: insieme per gestire l’incertezza

Dopo aver esaminato l’evoluzione della pandemia di covid-19 ci interroghiamo sull’andamento dei focolai scolastici e sulla circolazione del virus dalle scuole alla comunità, per valutare il ruolo delle misure di protezione nelle comunità scolastiche e l’opportunità e il peso della loro riapertura.

Bambini, covid-19 e scuola: quello che sappiamo basta per decidere?

È vero che i bambini si ammalano meno e trasmettono meno il virus? Quale è stato l’andamento dei cluster dopo la riapertura delle scuole? Perché è importante mantenere le scuole aperte in sicurezza? Con un doppio approfondimento abbiamo provato a rispondere a queste domande.

Perché preoccuparsi del tempo che i bambini passano davanti a uno schermo?

Nei bambini in età scolare passare tanto tempo davanti a game console, tablet, notebook, dvd, smartphone diminuisce la loro capacità di immaginare il mondo, o le cosiddette abilità di “immaginazione mentale”.

L’impatto di Covid-19 sul lavoro delle donne

Le donne sembrano essere più vulnerabili alle conseguenze economiche della pandemia da Covid-19, anche a causa delle disparità di genere già esistenti. Soprattutto per quanto riguarda il lavoro e la possibilità di sostentamento autonomo. Ma non solo.