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Medici, essere su Twitter per presidiare tutti gli spazi di conoscenza

I medici dovrebbero avere un profilo Twitter, secondo Davide Bennato, docente di sociologia all’Università di Catania. Per seguire i dibattiti della comunità scientifica a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto per presidiare questo spazio e prevenire la diffusione di informazioni scorrette e comportamenti poco etici.


Medici su Twitter, disseminazione della ricerca e confronto sui casi clinici

Twitter cambierà la medicina, soprattutto a un livello di diffusione della ricerca. Ne è convinta Silvia Castelletti, cardiologa presso l’Istituto Auxologico di Milano e membro del social media network dell’European Society of Cardiology (Esc).


Twitter dai congressi e per i congressi

La maggior parte dei congressi scientifici prevede un certo grado di presenza su Twitter, spesso attraverso un hashtag di riferimento o la disseminazione in tempo reale dei risultati presentati nel corso delle sessioni. Lo sa bene Antonio Raviele, cardiologo italiano tra i più attivi e seguiti su Twitter e Presidente di “Venice Arrhythmias”.


Twitter e medicina, l’Italia resiste ma non deve avere timori

Su 330 milioni di utenti/mese attivi, solo poco meno di otto milioni sono italiani. Ha dunque ragione Alberto Tozzi, Chief Innovation Officer dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, quando dice che l’Italia resiste all’uso di Twitter come social, soprattutto per quanto riguarda scienza e medicina?


Twitter, per i medici è anche un’arma contro le fake news

Eugenio Santoro, Responsabile del laboratorio di informatica medica IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è il protagonista nel primo della nostra serie di video alla scoperta di come i medici italiani usano (o dovrebbero usare) Twitter.


Il senso dei cardiologi per Twitter

C’è un gruppo specifico di professionisti della salute particolarmente attivo su Twitter: i cardiologi, soprattutto i cardiologi interventisti che sfruttano il social network per informarsi, rimanere aggiornati su letteratura e casi clinici e per non perdersi quegli eventi dove non riescono ad esserci #IRL – in real life.