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Tag: social media


Medici, essere su Twitter per presidiare tutti gli spazi di conoscenza

I medici dovrebbero avere un profilo Twitter, secondo Davide Bennato, docente di sociologia all’Università di Catania. Per seguire i dibattiti della comunità scientifica a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto per presidiare questo spazio e prevenire la diffusione di informazioni scorrette e comportamenti poco etici.


Medici su Twitter, disseminazione della ricerca e confronto sui casi clinici

Twitter cambierà la medicina, soprattutto a un livello di diffusione della ricerca. Ne è convinta Silvia Castelletti, cardiologa presso l’Istituto Auxologico di Milano e membro del social media network dell’European Society of Cardiology (Esc).


Internet sta davvero distruggendo tutto?

L’impatto di Internet e dei social media, secondo il filosofo Justin Smith, è paragonabile a quello avuto dal fuoco 400mila anni fa in termini di distruzione e cambiamenti. Il suo intervento in occasione di una lezione a Roma, organizzata dal gruppo Grande come una città.


Revenge porn: siamo tutti potenziali vittime

Oggi si vota di nuovo per l’emendamento al ddl “Codice Rosso” che renderebbe il revenge porn un reato. Potenzialmente siamo tutti vittime di questo tipo di violenza online che spesso ha conseguenze devastanti e talvolta porta anche a togliersi la vita.


Twitter e medicina, l’Italia resiste ma non deve avere timori

Su 330 milioni di utenti/mese attivi, solo poco meno di otto milioni sono italiani. Ha dunque ragione Alberto Tozzi, Chief Innovation Officer dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, quando dice che l’Italia resiste all’uso di Twitter come social, soprattutto per quanto riguarda scienza e medicina?


Twitter, per i medici è anche un’arma contro le fake news

Eugenio Santoro, Responsabile del laboratorio di informatica medica IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è il protagonista nel primo della nostra serie di video alla scoperta di come i medici italiani usano (o dovrebbero usare) Twitter.


Il senso dei cardiologi per Twitter

C’è un gruppo specifico di professionisti della salute particolarmente attivo su Twitter: i cardiologi, soprattutto i cardiologi interventisti che sfruttano il social network per informarsi, rimanere aggiornati su letteratura e casi clinici e per non perdersi quegli eventi dove non riescono ad esserci #IRL – in real life.


Quando i social media danno alla testa

In Italia il 51 per cento dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dai social media, tanto da arrivare a controllare lo smartphone più di 75 volte al giorno. Con quali conseguenze sulla salute mentale?


Postverità, fake news e libertà di credere a quello che si vuole

Nell’era della postverità si ha la sensazione che ciascuno possa crearsi la propria realtà e narrazione del mondo. Ma, come spiega Lee McIntyre, filosofo della Boston University e autore del libro “Post-truth”: “Non bisogna dimenticarsi che la postverità è utilizzata per manipolare la realtà politica delle persone”.


Il buon giornalismo investigativo è un pessimo affare

Il giornalismo investigativo è sotto attacco, in Italia e in tutto il mondo. Una grande lezione e il monito a non arrendersi arriva da Maria Ressa e dal suo Rappler, media filippino che continua a denunciare l’operato di Duterte.


“La disinformazione prolifera in questo Paese”

Christopher Wylie, il whistleblower del caso Cambridge Analytica, racconta come è nato e come funzionava il sistema che ha influenzato le elezioni Usa e cosa ha in mente Steve Bannon, anche per il nostro Paese.


Benvenuti nell’epoca della paura

Secondo Stefano Massini, ci sono quattro manifestazioni della paura che rappresentano alcuni dei cambiamenti politici e sociali in corso nei paesi occidentali.