Photo by LauraHale/Wikimedia Commons / CC BY-SA

Sciare nell’oscurità: cominciano le Paralimpiadi


Immaginate come sia scendere da una montagna a 110km orari. Ora immaginate farlo da ciechi”. È quello che Danelle Umstead, sciatrice statunitense colpita da retinite pigmentosa, farà nei prossimi giorni alle Paralimpiadi di PyeongChang, accompagnata come sempre dalla musica di Michael Franti.

Spesso, quando si pensa a un atleta paralimpico, l’immagine che più facilmente viene alla mente è quella di qualcuno come Oscar Pistorius. Non sempre, infatti, ci si rammenta che anche la cecità è una di quelle inabilità che, pur non impedendo a grandi atleti di gareggiare, li relega a quelli che con superficialità sono considerati Giochi Olimpici di categoria inferiore.

Mi spiegò che sarebbe stato i miei occhi e mi avrebbe guidato giù dalla montagna

Danelle Umstead, 46 anni appena compiuti, è una di quelle che non si è fatta fermare. All’età di 13 anni aveva già perso completamente la vista dall’occhio destro e a 27 buona parte di quella del sinistro. Ed è più o meno in quel periodo, nel 2000, che scopre lo sci grazie alla testardaggine del padre. “Mi chiamò un giorno, era un momento della mia vita in cui io ero particolarmente triste, e mi disse ‘ti porto a sciare’”, racconta Danelle in un video introduttivo ai giochi, all’interno di una bellissima serie con cui la Commissione Paralimpica Internazionale presenta le storie dei suoi atleti migliori.

Mi spiegò che sarebbe stato i miei occhi e mi avrebbe guidato giù dalla montagna”, ricorda. Gli sciatori ipovedenti, infatti, scendono con una guida che dà loro istruzioni vocali attraverso un dispositivo bluetooth. Oggi la guida di Danelle è suo marito Rob, con il quale ha vinto due medaglie di bronzo alle Paralimpiadi di Vancouver e una a Sochi nel 2014.So che non mi metterà mai in una situazione di pericolo e si prenderà cura di me, ma so anche che mi spingerà più di quello che potrebbe fare chiunque altro, perchè mi conosce meglio di chiunque altro. Non riesco ad immaginare di fare questo con qualcuno di diverso”.

La storia di Danelle è simile a quella dei suoi straordinari colleghi che dal 9 al 18 marzo scenderanno le piste coreane o incanteranno sulle lame dei loro pattini. Tranne per un particolare. Ad ostacolare questa campionessa non è solo la progressiva perdita della vista, ma anche un altro ospite sgradito che si è presentato alla sua porta sei mesi dopo i bronzi di Vancouver: la sclerosi multipla. “Ho dovuto imparare di nuovo a camminare, ho dovuto imparare a correre e a sciare di nuovo. Ho dovuto imparare tutto da capo”, racconta. “Ancora oggi è una lotta continua, ma è qualcosa che sono riuscita a superare e penso che lo sci mi aiuti molto”.

Mi hanno detto che ero troppo vecchia e che ho cominciato troppo tardi a sciare. Ma non importa la tua età o gli ostacoli che ti si presentano. Non si devono mai abbandonare i propri sogni e bisogna sognare in grande. Sognate al di là di quello che credete per voi possibile”.


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