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Coming out: nello sport fa ancora scandalo


Negli anni’80 fu Martina Navratilova a scandalizzare il mondo dichiarando la propria omosessualità. Nel decennio successivo furono invece Conchita Martinez e Amélie Mauresmo. Da allora a oggi poco è cambiato: quando un atleta, uomo o donna che sia, fa coming out, la notizia finisce sui giornali e soprattutto sulla bocca di tutti, ognuno pronto a esprimere la propria approvazione o disapprovazione, come se avesse una qualche importanza.

È particolarmente vero nel mondo dello sport maschile, ma anche in quello femminile. Lo hanno provato sulla loro pelle due stelle della pallacanestro statunitense, Jennifer Azzi e Elena Delle Donne, che hanno raccontato la loro storia su The Players’ Tribune.

Azzi, classe ‘68, campionessa olimpica ad Atlanta 1996 e attualmente coach della squadra di pallacanestro femminile della UCSF, il suo coming out pubblico lo ha fatto quasi per caso: “È stato quasi accidentale. Io pensavo che tutti sapessero”, ricorda. Era il 2016, a San Francisco durante una cena di beneficenza.

Stavo presentando Rick Welts, uno degli uomini più coraggiosi che io abbia mai incontrato, una delle persone migliori del pianeta, uno dei leader di maggiore successo nello sport, COO dei (Golden State) Warrios. Lui ha fatto coming out nel 2011 (…), mentre lo presento, io semplicemente lo ringrazio e dico ‘grazie per essere il leader autentico che sei permettendo a me di fare lo stesso’”. Non si aspettava, Jennifer, che questa frase facesse notizia, era convinta che ormai nessuno facesse più caso a queste cose.Pensavo non fosse poi così importante. Come potevo immaginare che invece sarebbe stato così importante?”, ride.

Più plateale e mondano, e molto meno improvvisato, è stato invece il coming out di Elena Delle Donne, che la sua olimpiade l’ha vinta invece a Rio de Janeirio nel 2016, e della sua compagna: “Lo abbiamo fatto su Vogue, e questo è abbastanza forte da dire. La cosa a cui tenevo di più, era che non fosse questo pomposo coming out, volevo che fosse semplicemente ‘sono innamorata e Amanda ed io abbiamo una bellissima relazione, vedeteci solo per questo’”.

Sii te stesso e, chiunque tu sia, sii orgoglioso di esserlo.

Molto più emozionante e significativo è stato per entrambe dirlo alla propria famiglia. “L’ho detto alla mia famiglia quando ho cominciato a frequentare Amanda e ho realizzato che era la persona con cui avrei trascorso la vita. Credo che stessi solo aspettando la persona giusta, quella che mi avrebbe fatto capire che non sarei cambiata che questo è quello che sono. Lei è la parte più importante della mia e non condividerla con la mia famiglia sarebbe stato nascondere qualcosa di fondamentale”, dice Elena.

Quando invece Jennifer Azzi ha parlato con i suoi genitori, lo ha fatto in due momenti diversi della sua vita, ma entrambi hanno avuto per lei lo stesso commento: “sii te stessa. Non esattamente la risposta che si sentono dire tutti quelli che fanno coming out, in famiglia o tra amici. “Mi rendo conto di vivere, probabilmente, in una bolla, abitando in California dove questo è semplicemente accettato e le persone non ti giudicano in base alla tua razza, al tuo genere alla tua sessualità ma in base alla persona che sei. Quando vengo via da questo mio mondo, mi rendo conto che non è così ovunque in questo paese e che ci sono ancora posti dove vieni invece giudicato in base a quelle cose”.

Sii sempre stesso” è anche il messaggio che Elena Delle Donne vuole portare a tutti i giovani. Lo fa con il libro “Elle of the ball”, la storia di una bambina di 12 anni appassionata di basket che si trova a dover fare i conti con la sua altezza al di fuori dal campo di gioco. Come è capitato anche ad Elena, che oggi sfiora i 196 cm: “È esattamente quello con cui ho combattuto crescendo: essere troppo alta e avere la sensazione di spiccare come un albero. Essere a mio agio con il mio corpo non è successo d’improvviso, non mi ci sono svegliata una mattina. È stato un processo lungo capire chi fossi al di là della pallacanestro e amarmi ancora, con tutti i miei 196 centrimetri”, ricorda condividendo una sensazione che molti possono capire, alti o bassi, non importa.

Sii te stesso e, chiunque tu sia, sii orgoglioso di esserlo. Questo mondo è fatto di così tante persone diverse, perché vorremmo essere tutti uguali? Dobbiamo distinguerci, risaltare e portare nel mondo i doni che possiamo portare noi”.

Qui l’intervista a Jennifer Azzi e qui quella a Elena Delle Donne.


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