Photo by Roscoe Myrick / CC BY

Héctor Bellerín: lo spagnolo dell’Arsenal, velocissimo e vegano


Arsene Wenger, l’allenatore francese da 22 anni alla guida dell’Arsenal, il club di Nick Hornby e della famiglia reale, ha annunciato che a fine stagione lascerà il suo incarico. Ma non è di questo addio che chiude un’epoca della Premier League che ci occuperemo qui. Sempre in casa Arsenal, infatti, Héctor Bellerín – velocissimo terzino destro nel giro della nazionale maggiore spagnola, ai Gunners da quando sedicenne si è trasferito da Barcellona – ha deciso di render pubblica la sua scelta vegana.

Bellerín non è il primo sportivo di fama a escludere dalla sua alimentazione la carne e i suoi derivati. Prima di lui, per citare soltanto i nomi più celebri, avevano optato per una dieta vegana anche Carl Lewis, plurimedagliato ai giochi olimpici nello sprint e nel salto in lungo, il campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton e perfino il pugile Mike Tyson.

Bellerín però, a quanto ne sappiamo, è il primo calciatore di un grande club europeo a fare una scelta del genere mentre è ancora in attività. Una scelta in cui potrebbe aver avuto un ruolo lo stesso Wenger che ha sempre considerato centrale il programma dietetico dei suoi giocatori.

C’è voluto un po’ di tempo prima di stare meglio.

Nella sua “confessione” a The Player’s TribuneBellerín dice di aver notato una serie di cambiamenti positivi nel suo corpo da quando ha cambiato regime alimentare, riassumibili nella terna: più energia, meno infiammazioni e recupero più rapido dopo le partite. “Ho sempre avuto problemi con le caviglie. Dopo partite particolarmente dure si infiammavano e si irrigidivano, ora non devo nemmeno fasciarle per giocare”.

Confessa anche che la spinta verso il cambiamento era piuttosto generica all’inizio, “Volevo provare per un paio di settimane per disintossicare il mio corpo”. Poi però, i benefici ottenuti lo hanno convinto a continuare: “C’è voluto un po’ di tempo prima di stare meglio, ma all’inizio della terza settimana ho cominciato a sentirmi davvero bene. Mi sveglio al mattino pieno di energie, io che sono sempre stato uno di quelli che spingeva il tasto snooze cinque volte prima di tirarsi fuori dal letto”, racconta.

Dalle parole del calciatore emerge un grado di consapevolezza della propria scelta piuttosto inusuale per uno sportivo ventitreenne, a cominciare dai luoghi comuni sui vegani. “La gente pensa che io possa mangiare solo insalate, o che, se uno evita pollo e bistecche, dovrà fare i conti con la mancanza di proteine. Ma hai così tante cose – legumi, noci secche – tutta roba che ha tante proteine, ma che non siamo abituati a mangiare spesso”.

Lo faccio per la Terra”. Così, en passant, Bellerín accenna anche all’altro classico argomento pro-vegan, ma lo fa meccanicamente, come se nel pacchetto “conversione” fosse tutto incluso, anche il movente etico.

Insomma, anche il mito che l’alimentazione vegana sia incompatibile con il calcio a certi livelli sembra sfatato, ma c’è un rovescio della medaglia. Il povero Bellerín è perseguitato da alcuni compagni di squadra che non perdono occasione a far finire “accidentalmente” qualche pezzetto di carne nel suo piatto. Lo spagnolo d’Inghilterra ci ride su: il cameratismo da spogliatoio non si discute…


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