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Photo by Dave Haygarth / CC BY

Morbillo: in California scatta la quarantena ma l’emergenza è globale


Sono arrivati a oltre 700 i casi di morbillo, negli Stati Uniti, il numero più alto negli ultimi 25 anni e con davanti ancora otto mesi e 20 focolai da domare è facile prevedere che il 2019 batterà anche il record di 963 casi nel 1994.

Si è avverato dunque lo scenario che Amanda Cohn, pediatra e consulente in tema di vaccini per i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), aveva dipinto a Npr (National Public Radio): “Siamo sulla buona strada per raggiungere il più alto numero di casi riportati di morbillo da quando è stato dichiarato eliminato negli Stati Uniti nel 2000”.

A dire il vero, tuttavia, l’emergenza morbillo non è solo un problema statunitense: secondo le dichiarazioni dell’Organizzazione mondiale per la sanità, i casi di morbillo nel mondo sono aumentati del 300 per cento nei primi tre mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. A fine Marzo, 170 paesi avevano riportato 112.263 casi di morbillo contro i 28.124 riportati da 163 paesi nel 2018. L’Africa è  ha visto l’incremento più alto, con picchi del 700 per cento. Tuttavia queste cifre potrebbero essere una sottostima: solo un caso su 10 è riportato spiega l’Oms.

I numeri dell’Unicef sono ancora più allarmanti: tra il 2010 e il 2017 circa 169 milioni di bambini hanno mancato la loro prima dose del vaccino contro il morbillo. Nel 2017, circa 110.000 persone, la maggior parte dei quali bambini, sono morte per morbillo, con un aumento del 22 per cento rispetto all’anno precedente. “Il terreno per le epidemie globali di morbillo a cui stiamo assistendo oggi è stato preparato anni fa”, ha detto Henrietta Fore, direttore esecutivo dell’Unicef, aggiungendo: “Il virus del morbillo troverà sempre i bambini non vaccinati”.

Al momento i riflettori della cronaca sono puntati sugli Stati Uniti che, dopo lo stato di Washington e quello di New York, vedono l’emergenza espandersi con focolai rilevati in almeno 20 stati dell’Unione e con una situazione particolarmente grave a Los Angeles, in California. Nei giorni scorsi, infatti, la University of California – Los Angeles, ha predisposto la quarantena per 119 studenti e 8 professori, mentre la California State California State University – Los Angeles ha fatto lo stesso con 71 studenti e 127 tra docenti e staff. Misure che sembrano drastiche, ma che rispecchiano l’aggressività del morbillo: in una stanza con cento persone non vaccinate, l’esposizione al virus (che si diffonde per via aerea) sarebbe sufficiente a infettarne novanta.

Il virus del morbillo troverà sempre i bambini non vaccinati.

Circa tre quarti dei casi finora registrati negli Stati Uniti si troverebbero nello stato di New York, in particolare in due comunità ebraiche ultra-ortodosse a Brooklyn e nella contea Rockland dove i movimenti novax hanno trovato terreno fertile per diffondere le proprie idee. Un gruppo chiamato PEACH (Parents Educating and Advocating for Children’s Health) sembra essere responsabile della diffusione di informazioni false sulla sicurezza dei vaccini nelle comunità ebraiche ortodosse dell’area, secondo quanto riportato da Vox.

Forse con un po’ di ritardo rispetto ai primi casi riportati in ottobre, il sindaco di New York Bill De Blasio ha preso contromisure molto serie: dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, ha reso obbligatorio il vaccino con multe fine a mille dollari per chi viene trovato in luoghi pubblici privo dell’immunizzazione.

Gli studenti non vaccinati non saranno ammessi nelle scuole o nei daycare. E voglio essere chiaro, fare delle multe non è né la nostra speranza né il nostro obiettivo. Vogliamo semplicemente risolvere il problema”, ha dichiarato De Blasio, specificando che le multe non saranno comminate a chi sarà pronto a collaborare e a vaccinarsi immediatamente se trovato non immunizzato. “L’obiettivo”, ha proseguito “è quello di far passare il messaggio che le persone (non vaccinate, ndr) devono prendere immediatamente i provvedimenti necessari per vaccinarsi e che i vaccini sono disponibili sia qui nei quartieri coinvolti sia in tutta la città”.

Quando il virus si introduce in queste comunità si propaga come un incendio.

Secondo i Cdc, la maggior parte dei casi riportati a New York è tra bambini non vaccinati o con vaccinazione incompleta. Il morbillo è interamente prevenibile con il giusto vaccino ma la copertura globale, secondo i dati delle Nazioni Uniti è ferma all’85 per cento, di troppo inferiore al 95 per cento necessario per prevenire focolai e soglia perché si verifichi la cosiddetta immunità di gregge.

Come detto, l’insorgenza di focolai e conseguenti epidemie è un problema che riguarda tutto il mondo. Dall’inizio dell’anno oltre 100mila casi sono stati registrati in Madagascar con 1200 morti, in Ucraina 37mila, nell’Unione Europea si contano circa mille casi al mese, focolai ed emergenze anche in Israele, nelle Filippine, in Tunisia e Thailandia.

La scorsa estate l’allarme – anche se con dimensioni più ridotte rispetto all’epidemia ora in corso negli States – era scoppiato proprio in Europa, in particolare in relazione a focolai in Francia, Serbia, Ucraina e Grecia. Il 2018 è stato, per il Vecchio Continente, un anno record di casi di morbillo, con oltre 37 morti e 41mila infezioni nei primi sei mesi. Anche in allora, come oggi negli Stati Uniti, i focolai sono coincisi con picchi verso il basso di copertura vaccinale:

Se, nel corso degli anni, una nazione non raggiunge una copertura del 95 per cento delle due dosi di vaccino Mmr in ogni area e in ogni comunità, si verifica un accumulo di bambini vulnerabili e quindi quando il virus si introduce in queste comunità si propaga come un incendio”, aveva spiegato al tempo Mark Muscat dell’Oms a Euronews (video qui sotto).

L’Oms ha inserito l’indecisione nel vaccinare i bambini nella lista delle principali minacce alla salute globale per il 2019. In un recente articolo per la Cnn, Henrietta Fore e il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus hanno specificato che proprio la “proliferazione di informazioni confusionarie e contraddittorie” è una delle cause principali della crisi di morbillo a cui stiamo assistendo ora nel mondo. E, poichè la presenza di morbillo indica quella di sacche di bambini non vaccinati, secondo i due esperti questi focolai sono solo un campanello di allarme di possibili epidemie di malattie che sarebbero prevenibili grazie i vaccini.

Non si possono mettere in discussione i profondi benefici dei vaccini.

Se nei paesi più poveri, spiegano Ghebreyesus e Fore, la mancata copertura vaccinale è dovuta alla mancanza di disponibilità economica che lascia gran parte della popolazione infantile vulnerabile al virus – sono i casi della Repubblica Democratica del Congo, del Kyrgyzstan e del Madagascar – nei paesi più ricchi dell’Europa e negli stati uniti il problema sono proprio le bugie dei novax diffuse attraverso i social media. “Non si possono mettere in discussione”, scrivono, “i profondi benefici dei vaccini”,

Eppure, fin troppo spesso la paura del virus del morbillo sembra meno forte di quella del vaccino. Paul Ofert del Children Hospital di Philadelphia spiega un possibile perché a Npr: “Abbiamo eliminato il virus e abbiamo eliminato anche la memoria del virus. Le persone hanno dimenticato quanto possa fare stare male”. Della stessa idea è Smitha Mundasad, health reporter della Bbc: “In qualche modo i vaccini potrebbero essere diventati vittime del loro stesso successo (…) Le persone non si rendono più conto della gravità delle complicazioni di malattie come il morbillo”.

Molte invece sono ancora convinte – erroneamente – che vi sia un qualche legame provato tra il vaccino contro il morbillo e l’insorgere di disturbi dello spettro autistico. “Venti anni fa, una ricerca ora completamente screditata pubblicata sulla rivista medica Lancet suscitò la paura che il vaccino Mmr potesse in qualche modo essere collegato a problemi comportamentali infantili. La stragrande maggioranza di scienziati e medici in tutto il mondo affermano che questa (convinzione, ndr) è completamente sbagliata e da allora ci sono state molte ricerche che hanno dimostrato che non esiste alcun collegamento”.

Il problema è che i social media possono diffondere queste false informazioni molto rapidamente e gli esperti temono che i genitori possano ascoltare queste voci più scettiche e non i messaggi importanti che mostrano che i vaccini possono salvare vite”, conclude la reporter. “L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che il vaccino contro il morbillo da solo ha salvato più di 20 milioni di vite negli ultimi due decenni”.


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