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La popstar Halsey: “Sull’endometriosi bisogna rompere il silenzio”


Vent’anni, una carriera pronta a esplodere, l’occasione di esibirsi in diretta di fronte a decine di milioni di persone. E un aborto spontaneo appena prima di salire sul palco.

Inizia con il racconto di questa drammatica vicenda personale il discorso di Halsey, musicista statunitense da centinaia di milioni di visualizzazioni su Youtube, al Blossom Ball 2018, evento annuale dell’Endometriosis Foundation of America finalizzato a promuovere una maggiore consapevolezza sul tema dell’endometriosi. “Ho questo ricordo di me distesa sul letto della mia camera d’albergo, con un asciugamano tra le gambe – ricorda la cantante –, continuavo a sanguinare”.

L’endometriosi, la malattia di cui soffre Halsey, è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di endometrio, la mucosa che riveste la superficie interna dell’utero, al di fuori della cavità uterina. Colpisce circa il 10 per cento delle donne in età fertile, il 30-35 per cento delle quali non può avere figli. Questa condizione, infatti, è oggi la prima causa di sterilità femminile.

Una donna con problemi riproduttivi non viene trattata come un essere umano, ma come un robot

Davanti a quella scena il suo manager, “molto giovane, molto spaventato, molto maschio”, non sa cosa fare, racconta la popstar. “Non aveva idea di cosa stesse succedendo, continuava a guardarmi dicendo: ‘33 milioni di impressions, questo concerto è roba grossa’ (…) Così ho preso un Percocet (un farmaco antidolorifico, ndr), mi sono fatta mettere un pannolino da adulti, ho indossato una t-shirt larga e mi sono esibita di fronte a 1200 ragazzine urlanti”.

La cantante racconta di aver capito in quel momento che “una donna con problemi riproduttivi non viene trattata come un essere umano, ma come un robot” e che avrebbe dovuto rivolgersi a Planned Parenthood, la federazione di ONG statunitensi che si occupano di salute sessuale. “Era l’unico posto in cui ero certa mi avrebbero trattata come una persona, fornendomi opzioni e informazioni”.

È stato lì che ho scoperto di avere l’endometriosi, rivela Hasley con estrema semplicità. Nessuno, infatti, le aveva mai parlato chiaramente di questa patologia. Nessuno le aveva detto che i forti dolori che provava durante il ciclo potevano essere un segnale da non ignorare. “Mi è stato detto che era una cosa attraverso cui le donne della mia famiglia dovevano passare. Mi è stato detto che ero troppo sensibile, iper-drammatica”.

All’età di 21 anni, Halsey comincia a fare i conti con la possibilità di non poter avere figli. E decide di parlarne con le sue fans: “Dicevo loro che avere cicli troppo dolorosi non è normale, che dovevano uscire allo scoperto e convincere i medici a prenderle sul serio”. Queste, contro le sue aspettative, la ascoltano. “È successa una cosa meravigliosa – racconta la cantante – migliaia di ragazze hanno cominciato a venire ai miei concerti per dirmi che grazie alle mie parole avevano capito di avere lo stesso problema. Avevano 16,17,18 anni, quindi c’era molta speranza per loro”.

Nel frattempo però, l’endometriosi continua a tormentare la vita della giovane musicista. “Ero sempre stanca, svenivo nel backstage dei concerti, perdevo sangue, avevo le palle piene di tutto”, racconta. La patologia, poi, comincia a causarle dei problemi anche a livello sociale. “Un aspetto dell’endometriosi è che può essere un attacco diretto alla tua femminilità. Non avevo più un’intimità col mio ragazzo e facevo fatica a uscire con gli amici”.

Questo finché a che non le viene proposta l’opzione chirurgica. “Un anno fa mi sono sottoposta a un intervento e da quel momento sto molto meglio”, spiega. L’operazione, infatti, rappresenta un’alternativa di comprovata efficacia per la riduzione del dolore associato all’endometriosi.Ho percorso il red carpet dei Grammys con i punti di sutura sullo stomaco”, ricorda la cantante con un sorriso.“Ho fatto delle amicizie nuove e ho una relazione con una persona che mi ama veramente, per quello che sono”.

La paura di stare di nuovo male, però, quella di essere “la ragazza malata”, rimane. Tanto forte che, parlandone, il sorriso di Halsey si trasforma in pianto. “Perché è molto più facile avere a che fare con me quando sono sana”.

La commozione si fa quindi riconoscenza per tutte quelle donne che si supportano a vicenda, per le organizzazioni come l’Endometriosis Foundation of America e il ruolo che svolgono. Secondo la musicista, infatti, eventi come il Blossom Ball sono fondamentali: “Ascoltare le storie di donne che hanno passato quello che anch’io ho passato, vederle sorridere e camminare nei loro vestiti stupendi, vederle con i propri figli, queste sono i momenti che mi rendono orgogliosa”.

Per lei, come per molte altre donne, la condivisione delle proprie esperienze è stata fondamentale per identificare, affrontare e imparare a convivere con l’endometriosi. Non importa, o forse è ancora più utile in quel caso, se si tratta di storie imbarazzanti o dolorose. “L’unico modo per avere il controllo su questa cosa è parlarne”, conclude Halsey alzando lo sguardo sulla platea. “Quindi continuate a combattere, cazzo”.


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