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“Sarò presidente”: il lungo discorso di Macron


Domenica 23 Aprile i francesi sono stati chiamati alle urne per scegliere il successore di François Hollande. I due candidati più votati al primo turno sono stati l’indipendente Emmanuel Macron, fondatore e leader del partito En Marche!, che ha ottenuto il 23,8 per cento dei voti, e Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National, con il 21,5 per cento. I due si sfideranno per la presidenza francese il 7 Maggio. Dal ballottaggio sono rimasti esclusi François Fillon, candidato del partito di destra dei Repubblicani, Jean-Luc Mélenchon, candidato dell’estrema sinistra, e Benoit Hamon, candidato del Partito Socialista.

Questo risultato, per certi aspetti sorprendente, segna la fine di un’epoca, caratterizzata dall’alternanza fra il centrodestra neogollista e il centrosinistra, che hanno dominato la politica francese negli ultimi cinquant’anni. Laurent Joffrin, direttore del quotidiano Libération, ha scritto: “La Francia, divisa da due secoli tra destra e sinistra, sceglie un centrista neofita, autore di una scapigliata cavalcata, e una candidata di estrema destra dai risultati inferiori alle attese, lasciando destra e sinistra sul ciglio della strada. Una Francia decisamente ribelle!”.

Macron è riuscito a inserirsi nel vuoto lasciato da destra e sinistra, che non sono state in grado di trovare un candidato che li unisse e li mobilitasse. Adesso, arrivato in testa al primo turno, ha grandi possibilità di diventare il prossimo Presidente francese, perché quasi metà della destra, la totalità del centro e la maggioranza della sinistra lo preferiscono a Marine Le Pen.

Poco prima di mezzanotte, saputi i risultati, il giovane candidato ha preso la parola. È salito sul palco con Brigitte, sua moglie, che gli ha alzato le braccia al cielo. Ha salutato, ha preso tempo, si è goduto fino in fondo gli applausi dei suoi sostenitori. Davanti a lui sventolavano bandiere francesi e dell’Unione Europea.

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Cari compatrioti, oggi il popolo francese si è espresso, nel momento in cui il nostro paese attraversa un momento inedito nella storia, dalle sfide economiche, al terrorismo, dalle sofferenze sociali alle urgenze ecologiche. Il popolo ha risposto nel modo migliore: andare a votare massicciamente. E ha deciso di rendermi leader in questo primo turno”.

Quando qualche anno fa l’ex presidente francese Hollande ha scelto un suo giovane e sconosciuto consigliere e lo ha fatto diventare Ministro dell’Economia, forse non immaginava che avrebbe fatto una carriera così scintillante. Oggi, Emmanuel Macron sembra essere perfettamente a suo agio davanti a centinaia di persone che urlano il suo nome. Ha nominato uno per uno gli altri candidati e si è congratulato con loro, ringraziando anche esplicitamente Fillon e Hamon per avergli dichiarato il loro appoggio in vista del secondo turno. Ha  poi dedicato molto spazio per ringraziare le persone che gli sono state accanto durante la campagna elettorale: “A tutti coloro che dall’aprile 2016 mi hanno accompagnato vorrei dire alcune parole: in un anno abbiamo cambiato il volto della politica francese. Il sentimento profondo, millenario, che ha sempre portato il nostro popolo a impegnarsi per la patria e a portare l’energia per la collettività questa sera ha vinto. Non dimenticate mai i giorni in cui avete cambiato la politica. Restate sempre coraggiosi ed esigenti”.

Porterò con me al secondo turno la visione della Francia e dell’Europa.

Con una grande bandiera dell’Unione Europea appesa alle sue spalle, Macron si è lanciato in un discorso inclusivo citando, così come durante la campagna elettorale, più volte l’Europa: “Da oggi, da stasera, devo andare al di là delle divisioni e riunire tutti i francesi. Porterò con me al secondo turno la visione della Francia e dell’Europa. Cari amici è giunto il momento di unire i francesi, dobbiamo creare una grande unione per vincere e accedere all’Eliseo”.

Non poteva però non parlare della minaccia dei nazionalisti, riferendosi anche alla sua diretta avversaria, Marine Le Pen. Macron ha dunque sottolineato la necessità di avere un presidente “che protegge i suoi cittadini, che trasforma la vita dei cittadini, che apre le porte dell’innovazione, che consente ai francesi di lavorare in maniera più agevole, che aiuti i più fragili: saremo la Francia dei patrioti contro quella dei nazionalisti”.

Del resto Macron si è sempre definito né di destra né di sinistra e ha dichiarato: “La vera sfida oggi non è andare a votare contro qualcuno, ma decidere di rompere fino in fondo con il passato, con il sistema che da più di trent’anni non è stato in grado di rispondere alle aspettative. Dobbiamo aprire una nuova pagina della nostra vita politica. Voglio costruire una maggioranza di governo e di trasformazione […] Spero che tra 15 giorni diventerò il vostro Presidente. Di tutto il popolo francese. La Francia è nostra. Noi vinceremo. Viva la Repubblica, Viva la Francia!”.


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